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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 20:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>karuzela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piace osservare le persone. Da quando ero piccola mi ritrovavo spesso a fissare intensamete la gente, con gli occhi puntati come su uno schermo al cinema. Quando le persone si accorgevano di essere &#8216;violentati&#8217; dal mio sguardo scrutatore mi guardavano di riflesso con l&#8217;occhio infastidito, del tipo &#8220;che cazzo ti guardi?&#8221;, o almeno io [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=22&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://bp1.blogger.com/__7cjvNJUPF4/SJZlnp0TLpI/AAAAAAAAC34/xytGsajXpDU/s400/030_Sa048fla~Giovane-uomo-nudo-seduto-in-riva-al-mare-1855-Posters.jpg" alt="" width="400" height="301" />Mi piace osservare le persone. Da quando ero piccola mi ritrovavo spesso a fissare intensamete la gente, con gli occhi puntati come su uno schermo al cinema. Quando le persone si accorgevano di essere &#8216;violentati&#8217; dal mio sguardo scrutatore mi guardavano di riflesso con l&#8217;occhio infastidito, del tipo &#8220;che cazzo ti guardi?&#8221;, o almeno io l&#8217;interpretavo così. Mi irritavano. Non per lo sguardo cattivo, ma perché mi disturbavano nel mio fissare &#8211; come quando stai al cinema o al teatro e c&#8217;è una chioma gigantesca davanti alla tua poltrona che ti copre la visuale. Mi piaceva guardarli. Mi soffermavo soprattutto a osservare ragazzi e ragazze giovani, per qualche motivo particolari: bellissimi, bruttissimi, diversi&#8230;adoravo scrutare ogni loro movimento, i loro sguardi, modi di parlare, di sorridere, di vestirsi, di truccarsi&#8230;era il mio passatempo preferito. Quando uscivo con un gruppo di persone nuove acquistavo facilmente la nomea di ragazza &#8220;muta&#8221; o timidissima, perché non parlavo mai. Ero troppo presa dal guardare le persona nuove. Doveva essere snervante per gli altri sentirsi così osservati, ma io non riuscivo farne a meno. Ed ero talmente concentrata nel farlo che non partecipavo mai alle conversazioni. Il mio sogno era quallo di essere invisibile, in modo da potermi sedere accanto a qualsiasi persona e guardarla, guardarla a lungo&#8230;</p>
<p>Ora mi capita un po di meno, forse perché parlo di più. Ma ieri mi è capitato di nuovo. Mi trovavo alla fermata della calabro (per chi non è aggiornato, anche<em> &#8220;Catanzaro ha la sua &#8216;metropolitana&#8217;&#8221;</em> ). Mi sono trovata a fissare un gruppo di adolescenti, saranno stati liceali. Forse quando stavo a Roma non ci facevo tanto caso, perché si trovano più facilmente molte &#8216;diversità&#8217;, ma qui a Catanzaro è difficile incontrare persone in qualche modo diverse, che catturano l&#8217;attenzione. Erano ragazzi forse dark o stile simile, vestiti di nero, tipo felpa nera con scheletro bianco disegnato sopra, trucco pesante, piercing, capelli coloratissimi e roba del genere. Non so perché questi ragazzi suscitano in me una sensazione di tranquillità, o comunque mi rallegrano. Tra tante persone &#8220;uguali&#8221; che non si distinguono, perché ognuno si mescola nella folla e diventa indistinguibile, loro no. Loro li noti in mezzo ad una folla. Mentre li guardavo immaginavo i pensieri costernati delle vecchiette, l&#8217;attegiamento irritato dei loro insegnanti e la disperazione dei loro genitori nel vederli &#8220;conciati&#8221; in quel modo. O le risatine dei loro compagni, &#8220;bravi ragazzi&#8221;. Chissà come se la cavano con loro. Sicuramente non gliene fotte un cazz, pensavo, sono i tipici adolescenti &#8220;arrabbiati&#8221;. Ma io li adoro. Per me significano che il mondo va avanti. Che c&#8217;è qualcuno che cerca il diverso, che non accetta le convenzioni, che vede al di là del proprio naso. Guardavo lo scheletro della felpa&#8230;una beffa all&#8217;estetica&#8230;noi siamo fatti di quello, al di là di cio&#8217; che indossiamo (messaggio importante in una realtà dove il vestire e apparire fighetto fa parte della cultura). I capelli della ragazza &#8211; biondi con tinta nera a mo&#8217; di ricrescita. Bellissima. Ci vuole coraggio. Cinta nera con dei chiodi sporgenti. E&#8217; bello vedere il diverso. L&#8217;intenzionalità di apparire in quel modo, di distinguesri , di far capire che la &#8220;normalità&#8221; non è nulla, che la bellezza non è nulla. Sottolineo, a Catanzaro. Dove se ne vedono pochi. Forse proprio per questo io li apprezzo &#8211; in una città con una mentalità molto ristretta, c&#8217;è una piccola fiamma che brucia di speranza.</p>
<p>Qualche giorno dopo mi è capitato di vedere un documentario su un popolo africano, nel quale si mostrava il loro modo di essere &#8211; il trucco dei maschi, i tatuaggi incisi, i fori enormi nelle orecchie e nei nasi. Un documentario intero sulla moda di un popolo lontano migliaia di kilometri. Tutto ciò era affascinate tanto quanto vedere quei ragazzi alla fermata. Sono messaggi viventi, messaggi che la maggior parte non porta con sè quotidianamente perché si conforma alla &#8220;normalità&#8221;. E loro, loro diversi da tutti quanti, che parlano solo con la loro presenza. E&#8217; molto meno affascinante studiare le culture &#8216;jeans e maglietta&#8217; o &#8216;giacca e cravatta&#8217;. La bellezza dell&#8217;osservare questo mondo sta in quelli, che ti suscitano sensazioni. Che sia la curiosità dei popoli africani, che la stranezza di quei piccoli gruppetti di ragazzi che ogni tanto notiamo per strada, evidentemente diversi da noi altri.</p>
<p>Penso che giudicarli sia facile soprattutto perché nel vederli ci si rende conto di quanto il nostro mondo possa essere variegato e di quanto paura abbiamo di far uscire il nostro IO vero, crudo. Dietro un abito &#8220;conforme alla normalità&#8221; ci si sente decisamente più al sicuro e più facilmente accettati dagli altri.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/karuzela.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/karuzela.wordpress.com/22/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=22&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;ci vuole una classifica&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 18:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>karuzela</dc:creator>
				<category><![CDATA[giraerigira]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono trasferita in Calabria. A Catanzaro. Dopo 3 anni a Roma, 8 a Sanremo, altri 8 a Varsavia, dopodichè ancora 6 a Roma. E ora 1 a Catanzaro. Potete immaginare quali commenti, giudizi e critiche posso aver ricevuto dai miei &#8220;coinquilini&#8221; romani &#8211; amici, colleghi, conoscenti, alla news che me ne andavo in terronia&#8230; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=7&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img src="/DOCUME~1/IONONM~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://www.gamepath.it/wp-content/uploads/2008/02/classifica-inglese.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gamepath.it/wp-content/uploads/2008/02/classifica-inglese.jpg" alt="" width="351" height="272" /></a><img src="/DOCUME~1/IONONM~1/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Mi sono trasferita in Calabria. A Catanzaro. Dopo 3 anni a Roma, 8 a Sanremo, altri 8 a Varsavia, dopodichè ancora 6 a Roma. E ora 1 a Catanzaro. Potete immaginare quali commenti, giudizi e critiche posso aver ricevuto dai miei &#8220;coinquilini&#8221; romani &#8211; amici, colleghi, conoscenti, alla news che me ne andavo in terronia&#8230; &#8220;Catanzaro fa schifo&#8221;, &#8220;A Catanzaro non c&#8217;è niente&#8221;, &#8220;A Catanzaro non c&#8217;è lavoro e se c&#8217;è in nero&#8221;, &#8220;puoi fare solo figli e ingrassare come una vacca&#8221;, etc etc etc &#8220;Calabresi?noooooo!!!&#8221;&#8230; Ero diventata un fenomeno da baraccone, la sfigata del momento. Io, prima di trasferirmi, come ora, ho sempre difeso la Calabria e i calabresi. Ho sempre risposto prontamente che l&#8217;intelligenza delle persone non è correlata con il luogo di provenienza, che il divertimento lo ci si crea e che il lavoro con un po di impegno si trova. Sono arrivata a Catanzaro. Ho conosciuto un po di ragazzi, un po di gente&#8230;.ma continuavo  a sentire  che &#8220;Catanzaro fa schifo&#8221;, &#8220;A Catanzaro non c&#8217;è niente&#8221;, &#8220;A Catanzaro non c&#8217;è lavoro&#8221;. E che cazzo sono venuta a fare qui?? Una pazza. Da Roma poi.</p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; veramente una cosa bizzarra come le persone che si sentono tanto diverse le une dalle altre, la pensano poi allo stesso identico modo&#8230; E&#8217; difficile poi non farsi prendere da questo &#8220;coro&#8221;. Combatto giornalmente con la tentazione di dire &#8220;Catanzaro fa schifo&#8221;&#8230; Ma poi ci rifletto e vi giuro che San Lorenzo che tanto amo è piu&#8217; sporca e puzzolente di Catanzaro, la tangenziale fa veramente schifo (scusate il confronto città/quartiere,ma in questo caso ci sta tutto)&#8230;mia madre quando è venuta a trovarmi a SanLò una volta disse &#8220;Ti auguro di non dover vivere mai in questo posto cosi&#8217; brutto!!!&#8221;&#8230; ma SanLò va di moda&#8230;e io risposi &#8220;magari potessi vivere qui per sempre!!!&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">E poi, il dialetto calabrese. Fa veramente cagare. Mi domando comunque, quanto sarebbe brutto il calabrese se Catanzaro stesse al nord.. e quanto sarebbe bello il toscano se Firenze stesse qua giu in &#8216;Nord Africa&#8217;? se ci pensate il toscano, come il calabrese pure usa l&#8217; &#8220;h&#8221; aspirata (intendo: in toscano invece di casa dicono hasa, chiesa hiesa, in calabrese invece di caffè &#8211; cahè, fare hare etc etc). L&#8217;uno è piacevole, l&#8217;altro orribilante.  La mia più cara amica è calabrese. Vive a Roma. Ha un&#8217;accento molto marcato, diciamo&#8230;proprio cAlAbrEsE&#8230;la si prendeva in giro spesso per le sue vocali estremamente&#8230;aperte. Mio fratello, che di dialetti ne sa ben poco, ne&#8217; tantomeno che &#8220;il calabrese fa schifo&#8221; (perchè vive in Polonia e non convive con queste discriminazioni interne italiane) era affascinato da morire dal suo modo di parlare. Gli piaceva, era bello, mi diceva. Gli sembrava un linguaggio dolce, simpatico, caldo&#8230; io lo guardai un po&#8217; storto incredula che potesse piacergli veramente&#8230;ora convivo giornalmente con questa <em>simpatica </em>cadenza e anche se ho una paura fottuta di cominciare a parlare come loro (ajalà), cerco di apprezzarlo, come posso apprezzare il romanaccio che tanto mi piace..</p>
<p style="text-align:left;">E quindi eccomi qua che sto vivendo quest&#8217;esperienza strana. Poi un giorno vi raccontero&#8217; com&#8217;è vivere a Catanzaro. Nel bene o nel male, mi ritengo fortunata, perché credo che poche persone abituate a vivere in una &#8220;città che offre tanto&#8221; si arricchirebbero di quest&#8217;altra esperienza (ovvero trasferirsi in una città &#8220;che non offre un cazz&#8221;). Mi fa capire tante cose, mi aiuta a conoscere meglio anche mè stessa. E forse di piu gli altri. E soprattutto mi pinge a fare piu&#8217; cose..strano..da quando vivo qua cerco di piu&#8217; la cultura, lo svago, il divertimento. Forse perchè essendocene poche le devo ricercare in maniera attiva&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Quando abitavo a Roma lavoravo in un pub molto frequentato. Un laboratorio di dialoghi, discussioni, scambio di pensieri. Romani&#8217;ddè Roma di padri o nonni calabresi. Ao&#8217;, quanti pregiudizi e discriminazioni c&#8217;erano in quelle conversazioni. Allora, ora vi dico:  il calabrese è il poveraccio che viene a Roma per scappare dalla terribile realtà che lo circonda, ma poi una volta arrivato a Roma si chiude in una cerchia di calabresi e frequenta solo quelli. Quindi è chiuso e asociale. E cosi via per ogni regione. Era come un&#8217;oroscopo&#8230;ogni &#8220;segno&#8221; regionale aveva le proprie caratteristiche. Ed io, sinceramente, non credo negli oroscopi&#8230; E&#8217; una cosa veramente triste che un&#8217;Italiano possa maltrattare un suo conterraneo solo perchè vive in un&#8217;area disagiata&#8230;sarà nel sangue&#8230;dovete sapere che qui in Calabria pure hanno le loro &#8220;discriminazioni&#8221;&#8230;ovvero c&#8217;è la calabria del nord e quella del sud&#8230;Reggio è la città di cui si parla peggio: diciamo che il catanzarese si sente il romano della situazione (la cosa piu buffa è che dicono le stesse cattiverie dei colleghi nordici!impressionante!eppure Reggio C. è stupenda!) e il cosentino è il milanese&#8230; giuro! Sarà un&#8217;incantesimo di massa&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Cmq, come mi disse una volta una tipa con aria di superiorità&#8230;&#8221;c&#8217;è chi va a Catanzaro e c&#8217;è chi va a Londra&#8221;. Ma continuiamo a girare tutti sulla stessa giostra&#8230;come disse Madda &#8220;siamo tutti sulla stessa barca, a Londra come a Catanzaro&#8221;.Ma questo che voleva dire? Che siamo tutti smarriti allo stesso modo, tutti alla ricerca di un nido sicuro, di un posto <em>giusto </em>dove stare? Che nessuno sta bene dove sta? Alla fine ci si lamenta sempre&#8230;chi sta a Londra si lamenta che piove ogni giorno, a Roma che gli affitti sono troppo alti, a Catanzaro che ci si annoia&#8230; non se ne viene mai a capo. Insomma, si scappa in continuazione&#8230;da un posto all&#8217;altro&#8230;siamo forsi nomadi dentro? Da quando esiste, l&#8217;uomo viaggia &#8211; in cerca di risorse, di una terra migliore, di un posto piu sicuro&#8230;e dopo milioni di anni ancora cerchiamo le stesse cose&#8230;e scappiamo. Ma dal mondo non si puo scappare. Illudersi di essersi rifugiati nella grande America o nella fantastica Inghilterra o in qualsiasi altro posto &#8220;figo&#8221;&#8230;non conviviamo pur sempre con le stesse gioie, gli stessi problemi, le stesse soddisfazione e le stesse frustrazioni? Di che ci illudiamo dunque? Ci sentiamo protetti dalla &#8220;moda&#8221; di vivere in una città piuttosto che in un&#8217;altra? Io me lo domando, e ancora non so. Non so cosa mi ha spinto a venire qua, e non so cosa mi spinge a stare qua. Molti mi dicono &#8220;io non crescerei mai un figlio in Calabria&#8230;le scuole, la qualità di vita&#8230;che gli offri?&#8221;. Ma le persone che piu&#8217; stimo e che piu&#8217; amo non escono forse proprio da questa realtà? Non gli manca nulla, direi anzi che sono quelli che piu&#8217; offrono a quelli delle grandi city.</p>
<p style="text-align:left;">Io, ovviamente, vorrei vivere ovunque&#8230;a Catania, a Reggio, ad Aosta, a Parigi, a Dar-es-Salaam, a Honolulu. Peccato, la vita è solo una&#8230;cosa scegliamo?</p>
<p style="text-align:left;">&#8230;Ci vuole una classifica&#8230;</p>
<p style="text-align:left;">Una cosa sicura che so è che mi mancano tanto gi amici. Mai come ora riconosco la loro importanza. Un attimo passato con uno di loro è per me una ricchezza indescrivibile. Vi voglio bene.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Signorina<br />
che viene prima<br />
voglio sapere chi sta al vertice<br />
chi sta alla cima<br />
sapere il titolo più in crescita<br />
e soprattutto lo vorrei sapere<br />
molto tempo prima&#8230;<br />
</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>&#8230;Ci vuole una classifica&#8230;<br />
e poi ci vuole una verifica&#8230;<br />
per sapere chi non merita<br />
si svaluta precipita&#8230;</em></p>
<p style="text-align:left;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://karuzela.wordpress.com/2008/10/21/ci-vuole-una-classifica/"><img src="http://img.youtube.com/vi/fM1SWX2u4Cw/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/karuzela.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/karuzela.wordpress.com/7/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=7&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;io mi lamento</title>
		<link>http://karuzela.wordpress.com/2008/09/06/io-mi-lamento-ma-nonmilamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 17:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>karuzela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente mi è stato detto che sono perennemente insoddisfatta. Che mi lamento sempre e che non sono mai contenta di nulla- non vedo il lato positivo delle cose, ma tendo a soffermarmi su tutto ciò che non mi piace. Insomma, che sono una lagna. Effettivamente mi riconosco in questo, e anche se spesso tendo a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=8&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Recentemente mi è stato detto che sono perennemente insoddisfatta. Che mi lamento sempre e che non sono mai contenta di nulla- non vedo il lato positivo delle cose, ma tendo a soffermarmi su tutto ciò che non mi piace. Insomma, che sono una lagna. Effettivamente mi riconosco in questo, e anche se spesso tendo a buttarmi giù, &#8216;non mi lamento&#8217; di questa mia predisposizione al negativo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Tutto deriva sicuramente dalla mia infanzia – dove nasce la profonda e radicata necessità di “non accontentarmi mai”. Tramandata da padre in figlia. Sono cresciuta in un ambiente di un continuo evolvere, cambiare, trasformare, dove fermarsi significava morire. La mia infanzia la ricordo come un continuo trasloco, viaggio, un&#8217; interminabile ricerca. A cominciare dalla casa: non ho mai avuto una casa di famiglia:  non c&#8217;è cosa peggiore per me di quando mi chiedono da dove vengo. Che proprio non vengo da nessuna parte. Dove vivono i miei? Una volta qua, una volta là&#8230;Da piccola cambiavamo casa ogni anno, massimo due&#8230;non andavano mai bene, erano o troppo piccole, o troppo buie, o troppo qualcos&#8217;altro. Eravamo in continuazione in case diverse, città diverse&#8230;ricordo quanto mi divertiva sedermi dietro in macchina, sopra una montagna di roba, in alto a guardare dal lunotto la luna che mi seguiva durante il percorso che ci portava fino all&#8217;appartamento nuovo. Mi divertivo&#8230;ricordo il disordine, le valigie, le coperte, il dondolio della macchina&#8230;cantavo sempre. Forse per questo amo il disordine&#8230;ha per me qualcosa di familiare. Infatti i miei cassetti rispecchiano tutta me stessa. Insomma, ho vissuto in una famiglia dove ci si lamentava di tutto – il lavoro non era mai abbastanza soddisfacente, Roma era troppo caotica, le case troppo rumorose, le persone mai abbastanza interessanti, e via elencando. Per non parlare delle attività nel tempo libero. I miei pur di non stare in casa uscivano anche con una tempesta in corso. 5 minuti a casa erano decisamente troppi. Forse per questo si cercava sempre il nuovo-il relax era un coma. Era meglio affaccendarsi nel ricercare un appartamento nuovo, o un lavoro diverso, o una città più carina&#8230; e in tutto ciò, io come dovevo diventare? Questo tipo di vita e&#8217; come una droga&#8230;non puoi più farne a meno, una volta che la provi. Un continuo stimolo dei sensi, una continua ricerca senza mai tregua. Il fascino della novità, l&#8217;adrenalina che ti sale nel decidere “domani si parte” , il brivido del non sapere come sarà. Una montagna russa. Sali, scendi, veloce, poi lento, giri e rigiri, sopra e sotto. Il vento in faccia, il corpo sospeso&#8230;e l&#8217;urlo di sfogo. E ancora, e ancora.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E dunque eccomi qua a decidere della mia vita da sola. Dura avere una vita “regolare” quando dentro regna il caos assoluto. Ho desiderato tante cose da quando “sono diventata grande”, la maggior parte le ho conquistate , ma nel conquistarle poche volte ero felice. Ogni meta raggiunta diventava un nonnulla insignificante. Sbruffavo e pensavo che alla fine non era poi una cosa cosi&#8217; figa. Solo due cose mi hanno dato il brivido di felicità: l&#8217;arrivo a Roma (mi svegliavo, aprivo le finestre e mi venivano le lacrime di felicità&#8230;beh, c&#8217;è anche da dire che dopo qualche anno ho deciso di andar via di nuovo&#8230;) e conquistare il mio amore (che è il massimo desiderabile). Poi basta. Queste due conquiste le avevo desiserate a lungo. Dall&#8217;età di 12 anni ho cominciato una vera e propria campagna persuasiva (molto agressiva) per convincere i miei a mandarmi all&#8217;università a Roma. Lo desideravo troppo ed ero disposta a qualsiasi compromesso. E quando ce l&#8217;ho fatta ero veramente felice. E poi è arrivato il momento del mio fidanzato, che mi ha fatto penare a lungo. Per colpa sua un giorno mi svegliai depressa e capii che lui doveva semplicemente esserci nella mia vita.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Per il resto mi sento bene quando sono in viaggio, quando faccio qualcosa di nuovo, quando prendo una “decisione”, quando sto, o meglio faccio qualcosa con le persone che amo e che stimo&#8230; e mi piace tanto pensare e parlare del futuro-delle novità che ci saranno, delle cose diverse che dovrò fare.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Questo vuol dire non godersi mai il presente? Forse&#8230;ma non so se riuscirei a farne a meno. Per paura. Paura di stare bene e di fermarmi. Paura di poter avere di più ma non impegnarmi per averlo. Paura di lasciarmi sfuggire tante altre esperienze, di non provare cose nuove, di non arricchirmi di altro. Questo è. Tante volte mi fermo a pensare, che nel mondo ci sono luoghi, persone, cose che possono darmi di più, offrirmi una vita più ricca, stimolante, affascinante&#8230;ma io sono altrove e non mi impegno per ottenerla. E&#8217; come mi hanno insegnato-perché stare in una casa mediamente carina se ce ne sono di più belle? Perché accontentarmi di un lavoro mediamente accettabile, se ne esiste uno migliore? Difficile uscire da uno schema del genere. Si entra in un vortice, in un circolo vizioso&#8230; e si rischia di non stare mai realmente bene.  Pensate che <em>“nella vita non si può avere tutto</em>?”.. Neanche il massimo? O “<em>c&#8217;è gente che muore di fame, sola, senza tetto e disperata</em>”? Peggio ancora per me&#8230;mi deprime la consapevolezza che loro stanno soli e tristi ed io non faccio niente per aiutarli o per capirli..</p>
<p style="margin-bottom:0;">Vabbè. Ho finito di lamentarmi e di tormentarvi. Se qualcuno ha una soluzione da darmi per uscire da questo stato paranoica si faccia avanti <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) Vi premetto che non faccio uso di sostanze stupefacenti . E non consigliatemi di farmi &#8216;un bicchierino&#8217;- già fatto&#8230;l&#8217;effetto dura poco..</p>
<p>Se potessi esprimere un desiderio, vorrei vivere tutte le vite del mondo. ..beh, magari in tempi di pace <img src='http://s2.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/karuzela.wordpress.com/8/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/karuzela.wordpress.com/8/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/karuzela.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/karuzela.wordpress.com/8/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=8&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;supercalifragilistichespiralidoso</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 18:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>karuzela</dc:creator>
				<category><![CDATA[giraerigira]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ritengo una persona molto fortunata. Pochi hanno nella vita la possibilità di nascere e convivere tra due realtà differenti. Di vivere abbracciati da due culture diverse; poter sentire, capire, esprimersi e pensare in diverse lingue, convivere con modi di vita differenti, sentire, percepire ed interpretare in modi diversi.. e soprattutto rispettare culture molto distinte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=6&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritengo una persona molto fortunata.<br />
Pochi hanno nella vita la possibilità di nascere e convivere tra due realtà differenti. Di vivere abbracciati da due culture diverse; poter sentire, capire, esprimersi e pensare in diverse lingue, convivere con modi di vita differenti, sentire, percepire ed interpretare in modi diversi.. e soprattutto  rispettare culture molto distinte fra loro. Italia-Polonia. Mi diverto a ricordare che, quando ero piccina, ero convinta che al mondo esistessero 2 tipologie di linguaggio: l&#8217;italiano e il polacco, ovvero l&#8217;inverso dell&#8217;italiano. Il polacco, per la mia testolina, non era altro che le parole dette in italiano lette da destra a sinistra&#8230; ma in quella testolina si formava un mondo piu vasto..si stava formando la consapevolezza di quella che avrei chiamato più tardi relatività culturale, e linguistica, e di tutti i valori della vita. Insomma , la relatività. Concetti risaputi, ma che io ho dentro di me&#8230;da sempre. Uno scalino in più. Penso a quando all&#8217;età di 5 anni i miei nonni mi chiedevano di tradurre quello che gli dicevano le mie maestre in italiano. Io non ci riuscivo. Non veniva la stessa cosa, pensavo&#8230;le parole da coincidere c&#8217;erano, ma poi nel complesso il risultato finale non era quello. Allora stavo zitta. E nessuno capiva le mie scene di mutismo&#8230;</p>
<p>Beh, quei ricordi sfuocati dell&#8217;infanzia ora li capisco&#8230;capisco quanto una lingua incida sul nostro modo di pensare e di vivere, a quanto una lingua ci limiti nella mente e nei pensieri. Ci ho pensato a lungo. Mi sono chiesta se un linguaggio parlato possa pienamente esprimere le nostre vere sensazioni, emozioni, stati d&#8217;animo. Io credo di no. Quante volte ho parlato, tante volte mi è sembrato di svilire l&#8217;idea che avevo nella mente, lo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idealismo">stato ideale</a>&#8221; del pensiero contenuto nella testa. Mi è stato suggerito che esiste un linguaggio diverso dalla semplice &#8220;codifica dei dati&#8221;. L&#8217;arte&#8230;la letteratura, le poesie, la musica&#8230;e credo che sia lo strumento piu raffinato che abbiamo effettivamente per trasmettere la complessità del nostro interno, ma il problema poi sta nell&#8217;interlocutore. Non è una soluzione molto efficiente, direi destinata per una nicchia più sensibile e colta. Gli artisti. Quindi, niente risposta. Continuo a credere a questa &#8220;cella&#8221; che è la lingua che abbiamo imparato scimmiottando i nostri simili. Mi ritengo fortunata, parché io posso passeggiare tra due celle. Lo sapete che in polacco non esiste l&#8217;espressione &#8220;ti voglio bene&#8221;? E quante volte avrei voluto che ci fosse&#8230;o ami, o provi simpatia. Ma puoi mai dire a tua madre &#8220;Mamma, mi stai simpatica&#8221;? Un po&#8230;grottesco. O &#8220;Papà ti amo&#8221;&#8230;. &#8230; Vorrei dare anche un esempio contrario, ma se in italiano non c&#8217;è&#8230;c&#8217;è poco da fare. Avete presente quando un bimbo dice la sua prima frase intera? Avete presente quando i genitori con le lacrime agli occhi dalla commozione dicono &#8220;Ma questa da dove l&#8217;ha presa?!Che bravo!&#8221;. Ma io sento un po di amaro in bocca&#8230;penso a qualla frase che avrà ripetuto sentendo un genitore o un parente, e che in quella testolina gli si sono messe le prime sbarre. Per non sembrare troppo sfigata, o per alcuni &#8220;lamentosa&#8221;, vi dico anche che allo stesso tempo penso che sentire un bimbo è un&#8217;esperienza fantastica, perché come dice Liberto, sono le creature piu creative del mondo&#8230;loro non hanno ancora schemi prefissati di comportamento (e di linguaggio) , dunque devono ingegnarsi al momento, &#8220;inventare&#8221; su due piedi&#8230;</p>
<p>Una volta qualcuno disse e scrisse che in realtà è la lingua che &#8220;edifica&#8221; le nostre menti. Ovvero, è il linguaggio che abbiamo man mano costruito nel tempo (casualmente?), che ha poi creato i pensieri, i &#8220;dialoghi interni&#8221;&#8230;semplicisticamente noi pensiamo perché parliamo, e non parliamo perché pensiamo&#8230; In questo caso la <em>langue </em>ci è stata d&#8217;aiuto. Non riesco a non essere d&#8217;accordo anche con questa prospettiva. E&#8217; molto affascinante. Ma allora perché a volte non riusciamo a esprimerci? Nel senso, se fosse così allora ci sarebbe sempre un corrispettivo pensiero &#8211; battuta. Spesso non è così e si preferisce rimenere in silenzio. Sono tornata punto e a capo. Ho letto una volta in qualche libro che le persone bilingue sono soggette  alla schizofrenia&#8230;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/karuzela.wordpress.com/6/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/karuzela.wordpress.com/6/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/karuzela.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/karuzela.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=6&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;siamo sulla stessa giostra, io e te..(?)</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>karuzela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ero una bambina adoravo i Luna Park, come penso la maggior parte dei bambini..ed ancora ora li adoro. Una sera di tanti anni fa sono scappata dalle mani dei miei e mi sono catapultata su una giostra che stava nelle vicinanze&#8230;sono salita su un cavalluccio e mi godevo il mio giro. Finchè d&#8217;un tratto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=5&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero una bambina adoravo i Luna Park, come penso la maggior parte dei bambini..ed ancora ora li adoro.</p>
<p>Una sera di tanti anni fa sono scappata dalle mani dei miei e mi sono catapultata su una giostra che stava nelle vicinanze&#8230;sono salita su un cavalluccio e mi godevo il mio giro. Finchè d&#8217;un tratto delle mani gelide e  rigide non mi hanno presa di peso e gridando &#8220;di chi è questa???&#8221; mi sventolo&#8217; per aria   come un gatto pestifero preso dalla collottola. Ovviamente, a 5 anni non m&#8217;importava, ne sapevo nulla a proposito di biglietti, gettoni, soldi, pagare&#8230; Volevo solo girare, ridere, divertirmi,salutare i miei da lontano e pensare a quanto era bello il mondo visto da li. Essere portata via di peso è stata un&#8217;esperienza traumatica per me, anche perchè essendo scappata, i miei non c&#8217;erano a soccorrermi&#8230; e a pagare. Sono arrivati molto tempo dopo a togliermi dalle grinfie di quella bestia. Piansi per giorni promettendomi di non raccontare mai a nesuno questo fatto cosi&#8217; terribile. Ancora oggi faccio dei sogni ricorrenti, sogno di essere sola, in un parco giochi vuoto ed isolato.</p>
<p>Ma ora voglio rimettermi sul cavalluccio e girare. Insieme a voi. Me ne voglio fregare di chi segue le regole, di chi &#8220;paga il biglietto&#8221;, chi fa le cose &#8220;per bene&#8221;, di chi vuole stare &#8220;sulla retta via&#8221;. Come Mary Poppins nel quadro, voglio che il mio cavallo si stacchi dalla giostra ed esplori il mondo fuori da un  meccanismo regolante.  In queste pagine voglio essere un pirata,  un sognatore, un pazzo&#8230; voglio essere in tutti i modi, in tutti i modi che contempla questo mondo. Non so che nesso ci sia tra la storiaccia della giostra di quando ero bimba e le parole che ora scrivo. Ma non m&#8217;importa. Seguo la via dei miei pensieri.</p>
<p>Chi vuole, mi segua nella <em>sua </em>pazzia. Chi pensa che nella vita ci siano &#8220;delle cose oggettive e delle cose relative&#8221; chiuda questa pagina o ci ripensi.</p>
<p>Con questo mi presento. Sono Karuzela.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/karuzela.wordpress.com/5/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/karuzela.wordpress.com/5/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/karuzela.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/karuzela.wordpress.com/5/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=karuzela.wordpress.com&amp;blog=3749372&amp;post=5&amp;subd=karuzela&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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